Nati per la Musica

Ciao a tutti! mai sentito parlare del progetto Nati per la musica ? Si tratta di un piano italiano per la diffusione della musica nei bambini da 0 a 6 anni, avviato nel 2005 sulla scia dell’esperienza di Nati per leggere.

Nati per la Musica si sviluppa attraverso il coinvolgimento dei pediatri, delle aziende sanitarie locali, dei consultori familiari, delle biblioteche comunali, delle istituzioni educative per l’infanzia e degli operatori musicali, che si spendono per la diffusione della musica all’interno di associazioni e istituzioni musicali accreditate dal Coordinamento del progetto.

Per approfondire il tema dell’importanza della musica nella prima infanzia e per avere notizie del progetto sono a disposizione molti articoli all’interno dei Quaderni dell’Associazione Culturale Pediatri.

Invece basta andare nei siti dei sistemi bibliotecari urbani per trovare l’apposita sezione Nati per la musica con una lista di titoli dedicati ai libri di musica per piccolissimi. Clicca sull’immagine per vedere la pagina del progetto all’interno del portale della Biblioteca Civica di Verona:

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Inoltre, per diffondere alcune iniziative proposte dai singoli comuni, è a disposizione il sito www.natiperlamusica.org.

Infine, consiglio anche la lettura di questo interessante articolo del blog delle Biblioteche pubbliche italiane Nati per la Musica e MLOL.

Che dire, tutti pronti per cantare e suonare assieme ai più piccoli? Enjoy and Share 🙂

Ninna nanna, ritmo e rumore bianco

Ciao a tutti! Che bello leggere com il potere del suono venga utilizzato nuche per aiutare i bimbi nati prematuramente ad essere accolti nella nuova vita che li aspetta! Ecco i risultati sorprendenti di uno studio condotto dal Beth Israel Medical Center di Louis Armstrong Center for Music and Medicine (clicca sull’immagine)😀

Nel video qui sotto la musicoterapista Joanne Loewy ci fa ascoltare come, attraverso lo strumento chiamato Ocean Disc si possa ricreare l’ambiente sonoro intrauterino:

Nel prossimo video, invece, si illustra l’uso del canto della mamma unito al suono del Gato box, uno strumento che riproduce il battito del cuore:

Ecco i due strumenti utilizzati:

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L’udito dei bambini

Prima ancora di venire al mondo, il bambino è in grado di sentire: i ricercatori sono ora concordi nell’affermare che percepisce dei suoni tra il quinto e l’ottavo mese. Da qui a consideralo un raffinato melomane, il passo è breve…  Al settimo mese dello sviluppo uterino il feto […]

Sorgente: L’udito dei bambini “doctissimo.it

Musical skills

Consiglio la lettura dell’interessantissimo post di Sergio Morana, dal sito http://www.musicandosite.com

Clicca sull’immagine qui sotto per aprirlo 🙂

competenze

 

Programmi speciali

Ciao a tutti! oggi voglio condividere con voi il piano di lavoro che ho sviluppato per uno dei miei alunni che necessita di un programma “speciale”. In accordo con l’assistente che lo accompagna, ho scelto di utilizzare le immagini per favorire il suo approccio al pianoforte.

Da metà ottobre fino ad oggi, lavorando 45 minuti a settimana in modo individuale (eccetto alcune lezioni saltate per festività) abbiamo realizzato quanto segue:

  1. abbiamo associato ad ogni immagine un gruppo di tasti da suonare con il pianoforte (uccellino – due tasti neri acuti, gocce di pioggia – tre tasti neri acuti, temporale – tre tasti neri gravi, clacson – tre tasti neri nel registro medio)
  2. abbiamo sonorizzato una semplicissima storia in cui sono presenti gli oggetti cui sono stati associati i tasti. La storia assomiglia a questa:brani-intuitivi-1step
  3. abbiamo suonato, senza più fare riferimento alla storia, la sequenza di immagini facendo attenzione alle diteggiature utilizzate (l’uccellino sempre con indice e medio, le gocce sempre con pollice indice e medio…):brani-intuitivi-1step
  1. abbiamo imparato a trovare la nota RE (indice – vedi questo post) e l’abbiamo inserita  tra le immagini (n.b. si è deciso di inserire le note scritte a parole, per rinforzare il lavoro sulle sillabe che l’alunno già sta svolgendo):brani-intuitivi-misti1
  2. siamo riusciti a suonare in autonomia la sequenza di immagini tenendo il segno da sinistra a destra
  3. abbiamo imparato a trovare e suonare le note DO (pollice) e MI (medio) e le abbiamo inserite tra le immagini
  4. abbiamo suonato la sequenza mista di immagini in cui compaiono anche le note:brani-intuitivi-misti1
  1. abbiamo suonato una sequenza di sole note scritte in modo simile alla notazione musicale:brani intuitivi 1-2.jpg

Non potete immaginare la soddisfazione quando siamo riusciti a suonare tutto il brano 2 tenendo il segno!!!

Sono consapevole che di strada ce n’è ancora molta da fare, ma la direzione è quella giusta!

Che ne pensate? cliccate mi piace o lasciate un commento se l’articolo vi ha interessato! 🙂

 

Tony e Semitony

Ciao! Torno un’altra volta a parlare di note ed alterazioni perché ogni anno mi accorgo che questo argomento è abbastanza complicato da capire e ora i miei alunni di ID stanno proprio per addentrarsi nel tema…

Tutti sanno che le note sono 7 e che poi si ripetono ad ottave più alte e più basse. Se però si guardano i tasti del pianoforte vediamo che, dentro ad un’ottava, solo i tasti bianchi ovvero i suoni naturali sono 7. Tra questi, però, sono posizionati anche 5 tasti neri. Essi rappresentano dei suoni alterati, ovvero modificati in altezza. Se, ad esempio, ascoltiamo il suono del tasto posizionato tra il do e il re, sentiamo che esso é un po’ più alto del do e un po’ più basso del re.

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Si chiama SEMITONO la più piccola distanza che c’è tra due suoni e dunque si può dire che il suono del tasto posizionato tra il do e il re é un semitono più alto del do e un semitono più basso del re. Tra il do e il re naturali, invece, c’è la distanza di un TONO (ovvero la somma di due semitoni).

Attenzione! Tra il mi e il fa, dove manca il tasto nero, c’è la distanza di un semitono, e così anche tra il si e il do.

I tasti neri (suoni alterati) non hanno un loro nome proprio, ma sono indicati attraverso dei simboli scritti davanti alle note, i quali segnalano l’alterazione del suono. Questi simboli sono il # e il b che vengono detti proprio ALTERAZIONI o ACCIDENTI.

  • Quando un ♯ compare davanti ad una nota, essa deve essere alzata di un semitono (suonando il primo tasto che si trova alla destra della nota).
  • Quando un ♭ compare davanti ad una nota, essa deve essere abbassata di un semitono (suonando il primo tasto che si trova a sinistra della nota).

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Come si può vedere, ogni tasto nero può essere chiamato in due differenti modi a seconda se esso è considerato l’alterazione della nota che lo precede o di quella che lo segue. Dunque si hanno delle note che hanno lo stesso suono (omofone) pur avendo due nomi diversi: Il do# é omofono del reb – Il re# é omofono del mib – Il mi# é omofono del fa – Il fab é omofono del mi – Il fa# é omofono del solb – Il sol# é omofono del lab – Il la# é omofono del sib – Il si# é omofono del do – Il dob é omofono del si (per saperne di più leggi questo articolo).

Esiste poi un simbolo che serve ad annullare l’effetto del #e del b. Esso è il bequadro.

  • Quando un♮compare davanti ad una nota significa che essa in precedenza era stata alterata ed ora ritorna naturale. Il bequadro, infatti, serve ad annullare l’effetto del ♭ e del ♯.

Nei brani queste alterazioni compaiono in questo modo:

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Ci sono poi dei casi particolari in cui le alterazioni, invece di essere scritte di fianco alle note, sono indicate all’inizio del brano musicale. Leggi questo articolo per capire il perché!

Buono studio! 🙂